| http://www.gazzettadalba.it/wp-content/uploads/2012/11/Franco-Garelli.jpg Franco Garelli è nato a Bra nel 1945. Sociologo di fama nazionale, il 12 novembre è stato ospite ai Lunedì di San Paolo per affrontare il tema della religiosità in Piemonte, e in particolare il vissuto emotivo dei giovani. L'argomento: il libro, scritto dallo stesso Garelli, dal titolo Religione all'italiana. L'anima del paese messa a nudo (Il Mulino). Delicato il tema: mentre le istituzioni religiose tentano di venire a patti con i grandi cambiamenti sociali e umani dell'epoca contemporanea, i sentimenti individuali assumono forme sempre più eterogenee, varianti divergenti e flessibili rispetto alla dogmatica omogenità di un tempo. Cominciamo da capo: pensa che la religione si stia estinguendo, Garelli? «Non credo affatto. Sta però subendo un'evidente metamorfosi: in Italia, ad esempio, il cattolicesimo diventa sempre più flessibile nel trattare e discutere i temi sociali ed etici pregnanti. A dispetto dell'apparenza, la Chiesa comprende il rapido cambiamento dei valori collettivi e si rivela tollerante, disponibile all'ascolto e al dialogo costruttivo». A questo proposito, riuscirà la Chiesa a evitare l'allontanamento dei giovani e delle nuove generazioni dalla pratica religiosa? «Potremmo dire che, rispetto a un tempo, il parametro dell'osservanza (ad esempio dei precetti religiosi) è stato sostituito da quello dell'esperienza. In altre parole, i giovani sono più critici e distaccati sulle questioni teorico dogmatiche, ma rimangono pronti ad "attivarsi" in presenza di possibilità esperienziali e di crescita, di curiosità e scoperta. Le nuove generazioni rimarranno vicine al cattolicesimo solamente se quest'ultimo sarà capace di stimolarle, di concepire proposte significative ed elastiche, non arroccate su tradizionalismi superati». Alla luce di questo macroscopico rovesciamento dei canoni, come vede il futuro? «È difficile da prefigurare una situazione sociale e religiosa caratterizzata da forte pluralismo e dalla coesistenza simultanea di differenti tipologie di valori, culture, interpretazioni della realtà. Staremo a vedere: la disponibilità a cambiare risulterà comunque un parametro fondamentale, sia da parte del fedele sia da parte delle istituzioni di fede». Matteo Viberti via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/garelli-cattolicesimo-piu-flessibile-sui-temi-sociali/ tagtartufonews | |||
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martedì 20 novembre 2012
Garelli: «Cattolicesimo più flessibile sui temi sociali»
Una scossa di terremoto, di magnitudo 3.3 è stata localizzata
| http://www.gazzettadalba.it/wp-content/uploads/2012/11/Sisma-Asti-Epicentro-410x410.jpg Una scossa di terremoto, di magnitudo 3.3 è stata localizzata martedì 20 novembre, alle 11.32.13 italiane nel distretto sismico del Monferrato (Coordinate 44.974 °N, 8.23 °E, profondità 29,7 km, precisa l'Ingv). Le località prossime all'epicentro sono i comuni di Castell'Alfero, Cossombrato e Corsione. L'evento sismico è stato avvertito dalla popolazione in provincia di Asti e dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del Dipartimento della protezione civile non risultano danni a persone o cose. via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/21232/ tagtartufonews | |||
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Si dice PIEMONTE, si pensa TARTUFO
| http://ifttt.com/images/no_image_card.png Dopo il Salone del libro di Torino è la Fiera del tartufo bianco d'Alba a rappresentare il Piemonte nel Paese. A rilevarlo il primo report sull'impatto economico della cultura in Piemonte realizzato da Unioncamere, Camera di commercio di Torino, Finpiemonte e Compagnia San Paolo. INDAGINE Dopo il Salone del libro di Torino è la Fiera del tartufo bianco d'Alba a rappresentare il Piemonte nel Paese. Arilevarlo il primo report sull'impatto economico della cultura in Piemonte: La cultura che stimiamo. Stimiamo la cultura, realizzato da Unioncamere, Camera di commercio di Torino, Finpiemonte e Compagnia San Paolo. Quarantotto persone su cento hanno risposto: «Fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba » alla domanda: «Quale manifestazione che ha caratterizzato l'attività culturale del Piemonte conosce anche per sentito dire?». Il Salone del libro di Torino è avanti alla Fiera d'Alba solo di tre punti e il Salone internazionale del gusto è terzo, noto "solo" a 34 persone su cento. Commenta l'assessore al turismo della Regione Alberto Cirio (foto): «I dati dimostrano quanto la cultura, sia essa intellettuale o materiale, rappresentiun ingrediente fondamentale dell'appeal turistico del Piemonte, una risorsa preziosa. I numeri confermano la consapevolezza che gli addetti ai lavori hanno da sempre e sono la risposta migliore a chi si chiede perché sia necessario investire su eventi, come il Salone del libro o la Fiera del tartufo bianco d'Alba, che non solo sono di grande richiamo a livello nazionale e internazionale, ma hanno una ricaduta capace di moltiplicare il valore promozionale per il territorio». Spiega Antonio Degiacomi, presidente dell'Ente fiera del tartufo: «Ci fa molto piacere sapere che la Fiera sia stata nominata in un report sulle attività culturali. Presto avremoa disposizione anche i numeri sul suo impatto occupazionale, elaborati dalla fondazione Fitzcarraldo». Il rapporto di Unioncamere ha valutato per il 2011 un ammontare del valore aggiunto di 6,4 miliardi di euro generato dal sistema produttivo culturale piemontese, pari al 5,8 per cento del totale dell'economia. In Piemonte il "sistema cultura" occupa circa 119 mila persone, pari al 5,9 per cento dell'occupazione locale e all'8,6 di quella assorbita dal complesso delle industrie culturali a livello nazionale. Tra il 2007 e il 2011 gli occupati sabaudi del settore sono cresciuti del 3,8 per cento medio annuo. Maurizio Bongioanni Carbone: «La sfida per il futuro è il turismo di lusso» I primi dati sulla Fiera del tartufo sembrano confortanti: 24.424 persone si sono fermate all'Ufficio del turismo di piazza Risorgimento (+6,22 per cento rispetto al 2011) dal primo ottobre all'11 novembre, mentre Piemonte on wine rileva, rispetto allo scorso anno, un aumento del 43 per cento delle cantine prenotate e del 21,5 per cento del numero dei turisti che le hanno visitate. Mauro Carbone, direttore dell'atl Alba, Bra, Langhe e Roero, ritiene che la crescita del turismo straniero sia riuscita a controbilanciare la crisi dei flussi nazionali. Un risultato che non arriva dal nulla, l'Ente per il turismo promuove il territorio nelle principali manifestazioni nazionali e internazionali, toccando Londra, la Turchia, il Brasile, NewYork. Ne parliamo con il direttore dell'Atl Mauro Carbone. Qual è il futuro per il nostro turismo, Carbone? «La sfida è sostenere non soltanto un turismo stagionale, ma di mercato. Ci chiedono un'alta specializzazione e un elevatissimo livello di servizi. Non abbiamo una grande tradizione di turismo "di lusso", eppure abbiamo le caratteristiche vincenti: siamo infrastrutturati, senza essere invasi dal turismo di massa. Inoltre abbiamo dalla nostra la bellezza dei paesaggi e l'offerta enogastronomica». Sarà una strada difficile da percorrere? «La sfida è molto impegnativa, ma dobbiamo sostenerla. Occorre un dialogo costante tra istituzioni e privati per poterci differenziare da altri contesti territoriali». Elisa Giordano Degiacomi soddisfatto«Una soddisfazione a tutto tondo per l'82esima edizione della Fiera del tartufo, segno che la collaborazione con manifestazioni popolari e approfondimenti culturali ha funzionato». Lo dice Antonio Degiacomi, presidente dell'Ente fiera internazionale del tartufo bianco d'Alba. È stato un successo per le manifestazioni medievali, ma anche per i Sabati Foodies e le analisi sensoriali di vini e tartufi con cui si è cercato di andare incontro a un mercato che esige esperienze di approfondimento. Ottimi sono i dati relativi alle presenze alle mostre: 17 mila visitatori per Enzo Massa in San Domenico, 10 mila alla mostra Americans che, grazie alla collaborazione con la famiglia Ceretto, ha permesso di scoprire il Coro della Maddalena, più di 7 mila per Cinema&Tartufo al palazzo Giacomo Morra. Buono, inoltre, il riscontro di Alba sotterranea, con un migliaio di presenze in tempo di Fiera, mentre il Martirio di San Lorenzo di Tiziano esposto nel palazzo della Banca d'Alba (43 mila persone da giugno) o la grande personale di Carrà alla fondazione Ferrero stanno spopolando. «Possiamo vantare un ottimo risultato », conclude Degiacomi, «in un periodo di generale crisi e di scarsità di tartufi, che induce a puntare alla cura delle tartufaie». Non si sottrae all'entusiasmo corale per la Fiera l'assessore al turismo Paola Farinetti: «Le nostre proposte sono paragonabili a quelle di città di dimensioni ben maggiori, però portate avanti con le risorse di una città di 30 mila abitanti». e.g. via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/si-dice-piemonte-si-pensa-tartufo/ tagtartufonews | |||
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GIRO DI VITE SUI RIFIUTI 25 per cento in più
| http://ifttt.com/images/no_image_card.png L'INTERVISTA Il primo gennaio 2013 entrerà in vigore la Tares (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi), nuova tassa per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, che prenderà il posto della Tarsu. Sotto le torri albesi, questa tassa è sempre stata calcolata (eccezion fatta per alcune tipologie di contribuenti) adottando come criterio principale quello dei metri quadrati dell'abitazione. Tra qualche mese, salvo proroghe, si pagherà invece lo smaltimento dei rifiuti con una tariffa, che terrà conto non solo dei metri quadrati che misura l'immobile – faranno fede i dati catastali e non più quelli dichiarati –,ma anche del numero delle persone che lo abitano. L'altra novità imposta dal Governo, di forte impatto per i cittadini, è che per ogni metro quadrato catastale si dovranno pagare 30 centesimi di euro in più, il che determinerà un aumento secco in bolletta. Ne abbiamo parlato con l'assessore albese alle finanze Franco Foglino. Foglino, perché lo Stato ha imposto questo aumento secco in bolletta? «Credo per fare cassa. Ritengo questo provvedimento illegale e anticostituzionale, in quanto lo Stato richiede ai cittadini un tributo per un servizio che nemmeno offre. È infatti il Comune a occuparsi dei rifiuti. Se la nuova tassa verrà applicata come previsto dalla legge, ogni bolletta subirà un aumento compreso tra il 20 e il 25 per cento». Perché di questo rincaro si parla soltanto ora, quando la legge che lo prevede è nota da diversi mesi? «Come accade spesso in Italia, quasi tutti hanno pensato che il provvedimento sarebbe stato prorogato.Èvero che il decreto necessario per attuare la norma non è ancora stato emesso, ma ciò non implica che la legge verrà prorogata, anche perché quando questo Governo decide di incassare denaro lo fa e basta, senza pensare alla possibilità di un rinvio». Il Comune di Alba si mobiliterà? «Abbiamo già sollevato la questione in diversi incontri pubblici, ultimo dei quali l'assemblea regionale dell'Anci. Sono molto preoccupato e spero che, almeno da ora, vi sia una forte reazione di rifiuto, fatta propria anche dai cittadini, i quali possono farsi valere tramite i rappresentanti istituzionali eletti in Regione e in Parlamento». Nel bilancio comunale che cosa cambierà? «La nuova tassa sarà parte integrante del bilancio di previsione 2013. Considerando che i metri quadrati tassabili in città sono circa 2.700.00, il rincaro secco di 30 centesimi di euro per ogni metro determinerà una maggiore entrata di circa 800 mila euro, somma che verrà dirottata per intero nelle casse dello Stato. Di conseguenza, la spesa che il Comune sostiene per la gestione del servizio, nell'ambito dell'accordo con il Coabser, si attesterebbe a circa 5,7 milioni di euro, contro i 4,8 milioni attuali. I costi dell'apparato comunale che si occupa dei rifiuti verranno anch'essi inseriti nella Tares, cosa che potrebbe determinare un ulteriore aumento in bolletta». Come verrà calcolato il tributo? «L'importo della bolletta sarà il risultato della ripartizione tra i cittadini dei costi comunali fissi, calcolati sui metri quadrati, e di quelli variabili, calcolati sul numero di persone che abitano gli immobili». Al di là della maggiorazione di 30 centesimi, sono più i vantaggi o gli svantaggi? «A livello teorico, il calcolo che sta alla base della Tares è più corretto rispetto a quello della Tarsu ma, poiché nella pratica verrà attuato un vero e proprio cambiamento, le conseguenze potrebbero essere rilevanti. L'attuale tassa, nonostante sia stata spesso criticata poiché quello dei metri quadrati non viene considerato come il criterio di ripartizione ottimale, è comunque conosciuta e, in definitiva, accettata dai più. Il nuovo tributo susciterà discussioni e renderà necessarie verifiche e aggiustamenti». Enrico Fonte 4 milioni e 800 mila euroLa Tassa per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) incide in maniera rilevante sul bilancio comunale albese, di cui rappresenta quasi il 20 per cento. Nel bilancio attuale, la voce Tarsu prevede un movimento di denaro – proveniente dai cittadini – di 4 milioni e 800 mila euro. Di questi, 2 milioni e 800 mila euro vengono versati dal Comune, nell'ambito dell'accordo pluriennale con il Coabser (Consorzio albesebraidese servizi rifiuti), a Stirano e Aimeri per le operazioni di raccolta e trasporto dei rifiuti e per la pulizia e lo spazzamento della città. Gli altri 2 milioni di euro, invece, vengono impiegati per il conferimento e lo smaltimento dell'immondizia nella discarica di Sommariva Perno. e.f. via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/giro-di-vite-sui-rifiuti-25-per-cento-in-piu/ tagtartufonews | |||
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I 64 anni d’impegno Avis
| http://www.gazzettadalba.it/wp-content/uploads/2012/11/Avis-Alba-Zunino-410x308.jpg ASSOCIAZIONI L'Avis è l'associazione che sin dal dopoguerra si spende per la donazione del sangue. Alba è diventata con il tempo un'eccellenza in questo ramo della solidarietà. Ne abbiamo parlato con Flavio Zunino, da 15 anni presidente della sezione albese. Quando nasce l'Avis? «L'Avis di Alba nasce nel 1949. Col tempo, l'associazione si è radicata sul territorio fino a raggiungere 18 centri operativi sui 26 paesi di Langhe e Roero. Siamo a circa 5.000 iscritti, ma 2.600 di noi donano con regolarità almeno una volta all'anno». Qual è il compito dell'Avis? «Il nostro compito è propagandare, sensibilizzare e raccogliere le donazioni di sangue. Siamo tutti volontari, nessuno percepisce compensi. È solo la passione che ci muove e dispiace che a volte la gente pensi che sotto tutto questo ci siano interessi di tipo economico. Speriamo che con il tempo, oltre a crescere con le donazioni, di affinare la sensibilità della cittadinanza nei confronti del volontariato in generale». Com'è diventato un donatore? «Sono quasi quarant'anni che dono il sangue, ma a 1920 anni non ci pensavo. Sono salito su un'autoemoteca a Sinio nel marzo del '73 dopo alcuni problemi di salute di mio padre. Fortunatamente posso continuare ancora a donare e non mi sono ancora stufato, anzi; dopo ci sono cose che stupiscono ancora». Che cosa serve per poter donare? «Per partecipare basta essere in buona salute. Chi viene qui la prima volta compila un questionario e fa una visita medica in cui sono accertate le buone condizioni necessarie. Si può donare dai 18 ai 65 anni, ma la prima donazione va effettuata prima dei 55. Il sangue viene portato al Centro trasfusionale di Torino che poi lo distribuisce alle varie "antenne". La donazione pesa in media 4 etti e mezzo di sangue con possibilità di fare anche la plasmaferesi (la parte liquida del sangue). Gli uomini possono donare quattro volte all'anno, le donne due». Quali servizi fornite ai donatori? «Ai donatori oltre a un'analisi del sangue, forniamo la possibilità di fare un elettrocardiogramma il secondo lunedì alla sera. Da due anni riusciamo anche a fare l'esame del Psa, per la diagnosi del cancro alla prostata quando c'è la donazione. Il donatore è sempre controllato e questa è una prevenzione importantissima». A che punto è il progetto della nuova sede? «Dopo molte difficoltà iniziali, i lavori sono partiti a pieno regime e si prevede termineranno a fine 2013. L'immobile sarà in via Margherita di Savoia; al momento sono state ultimate le fondamenta. Sarà più spaziosa e comoda di quella attuale. Qui, soprattutto nei giorni in cui si può donare, passano almeno 50 persone che hanno spesso difficoltà di parcheggio. La nuova sede è un sogno che si avvera». Alessandro Costa via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/i-64-anni-dimpegno-avis/ tagtartufonews | |||
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Mettiamo a dieta la pattumiera
| http://ifttt.com/images/no_image_card.png AMBIENTE Bra punta a una sempre maggiore crescita della raccolta differenziata dei rifiuti e lo fa anche "laureando" i maestri compostatori. L'occasione per riportare l'attenzione dei cittadini sulla necessità di separare il più possibile i rifiuti è offerta dalla Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr), in programma dal 17 al 25 novembre. Bra vi partecipa con una campagna sul compostaggio domestico e uno spettacolo teatrale sul tema. Le due iniziative braidesi sono state presentate martedì scorso nella sala del Consiglio dal sindaco Bruna Sibille e dall'assessore ai servizi pubblici in concessione Alberto Rizzo, che ha sottolineato come «dalla fine del 2011 a oggi Bra ha aumentato la percentuale di differenziata dal 45 al 60%, l'obiettivo però è il 65% e anche di più». Per fare questo è necessario puntare sul compostaggio. Il Comune ha quindi lanciato, in collaborazione con la cooperativa Erica, la campagna "Compost a gonfie vele", con l'avvio dei corsi rivolti alla cittadinanza in programma proprio nei giorni della Serr. Come immagine per la campagna è stata scelta quella di un'imbarcazione, composta da materiale organico, che "veleggia" verso un futuro più ecosostenibile. Nel mese di ottobre gli operatori di Erica hanno eseguito una serie di controlli a domicilio sui compostatori già iscritti all'apposito Albo comunale, circa 1.600. Delle 564 utenze visitate, l'88% pratica il compostaggio in modo corretto, ma ci sono ancora margini di miglioramento. «E poi l'obiettivo è quello di aumentare il numero dei compostatori », sottolinea il sindaco Bruna Sibille, «chiedo quindi la collaborazione soprattutto dei braidesi residenti in quei quartieri dove sono disponibili porzioni di terreno vicino alle abitazioni». L'impegno delle circa 1.600 famiglie (che usufruiscono di una riduzione della Tarsu dal 5 al 15%) consente anche un risparmio di 81 mila euro per le casse comunali. Il Comune ha in programma tre incontri (tutti alle 21) per promuovere il compostaggio, fornendo informazioni pratiche: giovedì 22 novembre, al Centro d'incontro di viale Madonna dei fiori 108; martedì 27, al Centro d'incontro di via Regina Margherita 28 di Pollenzo; martedì 4 dicembre, all'Istituto salesiano di viale Rimembranze 19. Ai partecipanti verrà fornito il "Manuale sul compostaggio domestico". Un'altra importante iniziativa riguarderà gli oltre 70 gestori di orti urbani, ai quali verrà dedicata un'apposita formazione, con approfondimenti sull'utilizzo del compost e cenni sul compostaggio collettivo, che si terrà martedì 4 dicembre, alle 17, nei locali della scuola elementare di via Piumati. Tra i partecipanti verranno poi selezionati alcuni rappresentanti che diverranno "Maestri del compostaggio" e riceveranno un'ulteriore formazione con attestato a fine corso. Si rifletterà sulle tematiche relative alla riduzione dei rifiuti anche nello spettacolo Meno cento chili Ricette per la dieta della nostra pattumiera, che verrà messo in scena sabato 24 novembre (si veda il box qui accanto, ndr). Diego Lanzardo via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/mettiamo-a-dieta-la-pattumiera/ tagtartufonews | |||
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Luca e Federico, la musica dentro con l’aiuto di don Paolo
| http://www.gazzettadalba.it/wp-content/uploads/2012/11/lizard-2.jpg MUSICA Due ragazzi, di 29 e 27 anni, dall'infanzia abitati da un identico desiderio: creare e favorire l'apprendimento della musica. Luca studia chitarra e suona da quando aveva dieci anni, Federico da quando ne aveva 12. Una tensione cristallina, una spinta priva di compromessi. Ma il loro desiderio di insegnare si è concretizzato. Il progetto è stato reso possibile anche grazie all'inatteso aiuto di un sacerdote. In che cosa consiste il vostro progetto? «Stiamo cercando di realizzare ad Alba, con i nostri corsi, un laboratorio Lizard. La Lizard Unterberger è stata fondata a Fiesole nel 1981 da Giovanni Unterberger ed è il più importante centro di produzione didattica per la musica moderna in Italia. La nostra idea è aprire i corsi a un pubblico che vada dai bambini in età scolare, ai ragazzi delle medie, superiori o dell'università, ma anche a lavoratori e pensionati». Quale ideale si nasconde dietro la volontà di attivare dei corsi di musica in un contesto già collaudato? «Pensiamo che la musica sia necessaria come l'aria che respiriamo. Non esiste cultura che non abbia avuto bisogno della magia del suono e delle sue declinazioni per sopravvivere nello spirito. Applicando la filosofia della didattica Lizard vogliamo far capire che suonare uno strumento significa imparare linguaggi nuovi, ma anche condividere quel che si è appreso e metterlo in pratica magari imparando a suonare o cantare i brani dei propri cantanti o gruppi preferiti». Come avete affrontato le difficoltà? «La crisi sembra remare "in direzione ostinata e contraria" a un progetto come il nostro. La musica viene vista come un bene accessorio perché non può essere ridotta a un dato numerico o a una voce di bilancio. E parlano chiaro in tal senso il collasso del mercato discografico e il ritorno, sempre più massiccio, alla cultura del concerto e della musica dal vivo. Le difficoltà sono state per lo più relative al trovare gli spazi giusti per poter organizzare i corsi. Ma la cosa più importante è che ci vuole qualcuno che creda nello stesso oltre agli ideatori. Nel nostro caso si è trattato del gentilissimo e disponibilissimo don Paolo, sacerdote della parrocchia del Divin Maestro che, dimostrando fiducia, ci ha concesso l'utilizzo di alcuni locali per i nostri corsi di musica». m.v. via gsegino http://www.gazzettadalba.it/2012/11/luca-e-federico-la-musica-dentro-con-laiuto-di-don-paolo/ tagtartufonews | |||
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